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Conclusioni
Pier Luigi Zinzani
Istituto di Ematologia e , Oncologia L. & A. Seràgnoli,
Università di Bologna
DepoCyte, una citarabina con formulazione a rilascio prolungato,
è il farmaco di nuova generazione che, per le sue
caratteristiche farmacodinamiche e farmacocinetiche, può
modificare la qualità e la durata della risposta
nell’ambito della terapia per via intratecale delle meningiti
linfomatose/leucemiche. Infatti, rispetto alla classica citarabina,
che presenta una emivita terminale di 3-4 ore dopo la
somministrazione intratecale, DepoCyte ha una emivita terminale
compresa tra 100 e 263 ore. Inoltre, l’essere incapsulata in
lipidi non ne aumenta la tossicità cumulativa. Sulla base dei
dati segnalati in letteratura risulta ben chiara la valenza e
l’importanza di DepoCyte nei pazienti che presentano una
meningite linfomatosa/leucemica. Inoltre sulla base di queste
importanti segnalazioni diventa sicuramente importante il ruolo che
DepoCyte può svolgere nell’ambito della profilassi delle
meningiti linfomatose. Infatti, come elencato nella Figura 1 sono
molteplici le condizioni — l’istotipo, le sedi di
localizzazione della neoplasia, e l’eventuale interessamento
midollare — in cui i pazienti con un linfoma non Hodgkin
all’esordio sono considerati a rischio di sviluppare una
localizzazione meningea
Tutte queste indicazioni richiedono una profilassi intratecale
contemporaneamente al trattamento antiblastico sistemico di
induzione per ridurre/eliminare il rischio potenziale di una
localizzazione del linfoma a livello meningeo. Recentemente
(Figura 2)
è stato pubblicato uno studio relativo ad una maggiore
incidenza di meningite linfomatosa nei pazienti con linfoma non
Hodgkin aggressivo valutando il liquor cefalo-rachidiano non solo
con l’indagine citologica ma anche con la metodica
citofluorimetrica. Questo dato mette in risalto in maniera
significativa la percentuale superiore di pazienti che richiedono
assolutamente un trattamento profilattico intratecale nel momento
della diagnosi di un linfoma non Hodgkin.
Quindi sulla base di questi aspetti sono diverse le situazioni e
condizioni dove diventa importante l’utilizzo di DepoCyte.
Questo farmaco in particolare offre la possibilità di
presentare contemporaneamente una serie di vantaggi
indiscutibilmente preziosi: maggiore esposizione delle cellule
neoplastiche all’azione del farmaco stesso, migliore
qualità della risposta clinica, migliore qualità della
vita, con una riduzione del numero delle rachicentesi da eseguire
da parte del paziente (Figura 3).
